NUCLEARE. PELLEGRINO (AVS): VIRATA PERICOLOSA VERSO LA REINTRODUZIONE
(ACON) Trieste, 5 giu - "Nel giorno in cui ricorre la Giornata
mondiale dell'Ambiente, proclamata nel 1972 dall'Assemblea
generale delle Nazioni Unite e celebrata ogni anno il 5 giugno a
partire dal 1973 con lo slogan Only One Earth, il dibattito
politico nazionale vira pericolosamente verso la reintroduzione
dell'energia nucleare, chiedendo ai Comuni di candidarsi per
ospitare nuovi impianti. Si riaccende così lo scontro tra
sicurezza e fabbisogno energetico, tentando di aggirare la
volontà di milioni di cittadini che avevano già chiaramente
bocciato, senza appello, il nucleare con i referendum del 1987 e
del 2011". Così in una nota la consigliera regionale Serena
Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra).
"Chiedere oggi a chi rappresenta le cittadine e i cittadine
italiani di candidarsi come Comune per ospitare centrali nucleari
- incalza la consigliera, che è anche vicepresidente della
Commissione Ambiente - significa ignorare la sovranità popolare e
le lezioni che arrivano dall'estero. Le amministrazioni locali
rischiano di farsi carico di infrastrutture impattanti e
potenzialmente a rischio, senza che vi siano certezze assolute
sulla loro tenuta in territori fragili come quello italiano. Di
fronte alle incertezze del deposito nazionale per le scorie e ai
dubbi oggettivi sul nucleare, è fondamentale promuovere un
dibattito pubblico basato su elementi certi, indipendenti e
trasparenti, e non su autocandidature dettate unicamente da
logiche di compensazione economica".
"I dati ci dicono che produrre energia dal nucleare costa
significativamente di più rispetto alle fonti rinnovabili -
precisa l'esponente rossoverde - senza considerare gli scarti
nocivi dovuti alle scorie, tanto che siamo ancora in attesa di
sapere dove verranno collocati quelli delle centrali dismesse,
poiché in Italia non esiste ancora un deposito nazionale
definitivo e le scorie sono stoccate in 32 depositi temporanei
dislocati in 14 regioni".
Pellegrino entra nel dettaglio dei costi: "Le stime mostrano che
la generazione da nuove centrali può superare i $170 per MWh,
esclusi gli ingenti costi per lo smantellamento degli impianti,
la bonifica e la gestione, mentre le fonti rinnovabili, come il
fotovoltaico e l'eolico onshore offrono oggi costi medi di
generazione compresi tra $50 e $60 per MWh. Ricordo che le
energie rinnovabili hanno visto un crollo dei costi negli ultimi
anni e risultano fino a tre o quattro volte più economiche del
nucleare nel costo di produzione unitario".
"E allora - continua l'esponente di Avs - questa strategia
governativa risulta ancora più incomprensibile e allarmante se
guardiamo appena oltre i nostri confini, in particolare alla
Centrale nucleare di Krko in Slovenia".
Secondo Pellegrino "a destare forte preoccupazione non sono solo
le problematiche legate ai terremoti, ma la gestione della
trasparenza e dei dati sulla sicurezza. Le denunce di
associazioni ambientaliste, come Legambiente, hanno più volte
evidenziato come i documenti dei gestori dell'impianto sloveno
abbiano omesso dati aggiornati, la locazione esatta dell'impianto
e risultati critici. Tutto ciò solleva il fondato sospetto che
vengano diffusi dati manipolati o parziali sui reali standard di
protezione della struttura".
La consigliera ricorda che "i recenti studi scientifici
pubblicati su riviste internazionali, fra cui Seismological
Research Letters della Seismological Society of America, dei
geologi sismologi Kurt Decker, Università di Vienna, e Livio
Sirovich, già Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica
Sperimentale - OGS, hanno riacceso i riflettori sul 'peccato
originale' di un impianto situato in una delle aree a più alto
rischio sismico d'Europa".
Evidentemente - conclude con timore - non c'è mai stato un
interesse reale di incrementare la produzione da fonti realmente
rinnovabili senza ulteriore consumo di suolo, ma soltanto
smaltire l'enorme quantità di pannelli fotovoltaici che abbiamo
importato dai maggiori produttori mondiali".
ACON/COM/aa